Casella di testo: Giungere a Bivongi, in Calabria, significa entrare nel territorio che fece parte della Magna Grecia. Da Monasterace marina, dove sorge l’antica Kaulon, in appena dieci minuti di macchina, dopo avere percorso la S.S. 106 (E90) e imboccato il bivio per Serra San Bruno (S.P. 110), si giunge nella cittadina di Tommaso Martini, pittore del ‘700 napoletano, discepolo del Solimena. Bivongi, si presenta al visitatore con un aspetto molto caratteristico. È adagiato ai piedi del monte Consolino in una verde vallata attraversata dal fiume Stilaro e Melodari. Le sue origini ci riportano all’anno mille. Studiosi di toponomastica farebbero derivare il suo nome dal greco bombix (vomvix) baco da seta, divenuto nel corso dei secoli Bibungi, Bivongi e Bivongi. A supporto del suo nome di battesimo la ricca presenza, sul suo territorio, di gelseti che hanno favorito la bachicoltura fino agli anni 1940 in cui ci fu un grande sviluppo economico. Nel 1931, con una produzione di 400 ql. di bozzoli fu il primo produttore in Calabria. Rinomato l’olio e il vino che ha la denominazione D.O.C.
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